Noè

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Dopo Vietato lamentarsi, ho sentito l’esigenza di scrivere un libro sul giudizio perché, da tempo, ribadisco la pericolosità di tale modo di esprimersi. Ho sempre pensato che gli atteggiamenti più distruttivi dell’essere umano sono il lamento e il giudizio. Due abitudini che mettono il freno a mano all’evoluzione umana e che contribuiscono a creare un clima di sospetto e di sfiducia.

Dopo il lamento, lo sport più praticato è il giudizio tossico, un atteggiamento che sporca le relazioni e inaridisce il cuore. In una non così utopica realtà, dovremmo parlare con rispetto di ciò che sappiamo, a volte scegliere di tacere e di essere aperti nei confronti di ciò che non conosciamo; custodire con cautela l’intimità degli altri, soprattutto quando ci hanno spalancato il loro cuore; invece ci esprimiamo su tutto e confondiamo le opinioni con i fatti. C’è chi parla per sentito dire, chi immagina, chi pensa di sapere. Ma in fondo nessuno può conoscere la verità che abita il cuore altrui. Si rischia spesso di giudicare ciò che non si conosce e di non sapere il male che si provoca. Il dono della parola ci è stato dato per comprenderci, non per confonderci. Quanto sarebbe stato più facile se, in questo mondo, invece di diffondere storie che dividevano le persone avessimo imparato a parlare il linguaggio del cuore, comprendendo che tutti stiamo cercando le medesime risposte.

Esistono due tipi di giudizio: quello genuino e quello tossico. Imparare a riconoscerne la differenza è importante anche per chiarire la motivazione che mi ha spinto a scrivere su questo argomento.

La differenza tra giudizio genuino e tossico sta nel modo in cui lo stesso viene formulato. Sebbene, per ognuno di noi, sia difficile accettare una critica, quella distruttiva può danneggiare la nostra autostima e avere effetti negativi sulla fiducia in noi stessi, soprattutto se subita durante l’infanzia o l’adolescenza. Un giudizio si dice genuino quando sottolinea un certo comportamento, qualcosa che l’altro ha fatto, e   mostra come migliorare una determinata prestazione. Questo è un feedback utile, non destinato a ferire, ma a far crescere e ad aiutare. La formulazione infatti si riferisce al comportamento e non alla persona. Si può giudicare apertamente durante una discussione con l’altro, se il nostro punto di vista è diverso. L’importante è spiegarsi e far notare la divergenza d’opinione senza mai intaccare la dignità dell’interlocutore. Un esempio può essere: «Questo tuo comportamento mi fa arrabbiare», oppure «secondo me, viste le tue capacità, puoi fare di meglio». Alla base di questa modalità c’è un confronto, che non necessariamente deve essere alla pari. Per esempio, nel rapporto genitori-figli non lo è mai dal punto di vista dello status, ma lo deve essere dal punto di vista del valore che ciascuno ha nella relazione. Un genitore mira a correggere un comportamento che ritiene sbagliato con il solo intento di far crescere bene il figlio. L’obiettivo finale è un cambiamento migliorativo della comunicazione che porti allo sviluppo di ulteriori competenze relazionali. Anche nel mondo del lavoro il giudizio espresso apertamente, in cui si evidenzia un problema e la sua possibile soluzione, è la base per creare un legame di fiducia. Un giudizio si dice tossico quando il suo unico intento è far sentire l’altro sbagliato, suscitando un senso di colpa. In questi casi il giudizio può demolire l’identità della persona, in quanto attacco al suo essere: «Sei un cretino e mi fai arrabbiare. Non sei capace di fare nulla!». L’intento è quello di svalutare, di avere potere sull’altro e colpire la sua sensibilità.  Lo stesso accade quando parliamo “alle spalle”. Le critiche celate, i mormorii hanno come unico scopo quello di mettere in cattiva luce un’altra persona e screditarla. Troppo spesso non abbiamo il coraggio di dire le cose in faccia. Perché mettiamo in atto questo tipo di giudizio? Per nutrire il nostro ego, attraverso lo screditamento dell’altro. Chi usa questa modalità per coprire le proprie insicurezze tende a farlo sempre, in ogni situazione della vita. Il meccanismo di difesa alla base di questo comportamento è la proiezione: si espelle da se stessi ciò che è proprio, ma che si rifiuta, collocandolo nell’altro. In breve, criticare gli altri è un modo per difendere se stessi da ciò che si sente proprio, ma non si accetta come tale.   Sono convinto che non è solo la crisi economica a creare tragedie, a farci stare male è anche la crisi esistenziale che sta attraversando i nostri corpi bloccando l’azione del cuore. Dobbiamo cominciare a ripulire il nostro linguaggio partendo dall’amore.  L’uomo contemporaneo crede che il suo emettere continuamente giudizi in fondo non danneggi nessuno o, al limite, possa arrecare danno solo all’oggetto del giudizio e della critica, ma non a se stesso. Si sbaglia! Noi diventiamo ciò che mettiamo in atto. Se giudichiamo, ci condizioniamo a essere giudicati e a vivere la nostra vita con la paura del giudizio. Ci nutriamo di quello che produciamo. I pensieri diventano corpo. In termini relazionali, è importante considerare che il giudizio rompe l’unità generando un conflitto che a sua volta attiva tutti quei comportamenti che provocano litigi e chiusure relazionali. Invece di creare condivisione e rispetto, generiamo paure e frammentazioni alimentando un clima tossico. Nei discorsi quotidiani, ma ancor di più su internet, è un florilegio di accuse, critiche e giudizi pesanti su tutto e su tutti.   

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L’antico sapere secondo il quale tutto ciò che emettiamo, in termini di emozioni e pensieri, agisce prima di tutto su di noi, sembra essere stato dimenticato. Quando giudichiamo qualcuno o critichiamo il suo operato emettiamo una vibrazione mentale che si diffonde attraverso il nostro apparato psicofisico. Le nostre cellule, le molecole e gli atomi si organizzano in base a quella vibrazione. Il nostro stesso DNA viene modificato dalle vibrazioni ricorrenti. Questo testo vuole aiutare a prendere consapevolezza per favorire e promuovere relazioni genuine, evitando di farsi reciprocamente del male, perché le parole creano stati d’animo e inducono comportamenti. Come diceva Madre Teresa di Calcutta: “Se giudichi le persone, non hai il tempo di amarle”.

 

Dott. Salvo Noè

*Il libro è acquistabile in tutte le librerie o su Amazon.

 

 

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GRANDI EMOZIONI NEGLI INTENSIVI E-MOTIVAZIONALI

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Imparare a gestire le emozioni e scegliere di cambiare i colori della propria vita. Sono giornate piene di conoscenze ed entusiasmo con esercizi pratici e tanta consapevolezza.

Ogni gruppo crea condivisione e forza per mettere in pratica le cose apprese.

Gli ingredienti sono: Competenze, consapevolezza, confronto, arricchimento personale, motivazione, gioia, potenziamento degli obiettivi, cambiamento…  

 

Vedere oltre affrontando con coraggio le sfide e creando un’identità coerente con i propri sogni! 

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Il best-seller del dott. Noè in tutte le librerie e piattaforme web.

Dottor Noè, perché ci lamentiamo?

Perché siamo abituati a farlo, al punto da trovare qualcosa che non va anche nelle cose belle o da non accorgerci neppure di quello che abbiamo. Di solito, il lamentoso cerca un persecutore oppure un salvatore. Il primo è qualcuno che lo rimprovera per il suo atteggiamento negativo, a cui lui risponde con frasi tipiche, come “Non mi capisci”, “Non sai cosa sto passando” o “Parli così perché non hai mai provato il mio dolore”: un modo per rafforzare il ruolo di vittima. Nel secondo caso, invece, spera di trovare qualcuno che risolva il problema al posto suo, in modo da evitare impegno, sacrifici e tutto ciò che fronteggiare le difficoltà comporta (Corriere della Sera).

Il libro è stato presentato in varie città Italiane ed Europee.

Anfiteatro Zafferana

Un vero successo di recensioni e di pubblico, gli eventi che radunano migliaia di partecipanti nelle varie locations. Una grande soddisfazione, vedere le persone emozionate e vogliose di continuare a seguire uno dei leader della formazione umana e professionale in Italia. Il Dott. Noè, ha ormai segnato un passo nuovo, semplice, emozionante e profondo. I risultati sono evidenti e si continua a proporre, corsi, incontri, eventi… per dare un senso alla vita e liberare le grandi potenzialità che abbiamo dentro.

Il sold-out dei vari eventi che radunano migliaia di persone. Questo è il risultato degli incontri da noi organizzati. Una miscela di passione, competenza e impegno che producono serate entusiasmanti. Un modo nuovo ed unico di parlare di tematiche sociali con un linguaggio semplice, ma profondo che  confermano il talento del Dott. Noè.    

Con Simona Atzori

pulv2154pic3È stato un meraviglioso incontro pieno di emozioni e tanta gioia di vivere. La prefazione del Dott. Noè, ha aperto la strada a Simona che ha continuato a far riflettere il numeroso pubblico presente, con i suoi emozionanti aneddoti. 

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SIMONA ATZORI
Ballerina di fama internazionale, pittrice e scrittrice e coach motivazionale. È nata senza braccia ma ha raggiunto tutti i traguardi più importanti della sua vita e si sente grata al Signore per ciò che ha ricevuto e sinceramente felice.

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“Le braccia di Simona sono rimaste in cielo, e nessuno ha fatto tragedie”.
Così Candido Cannavò, scrittore e storico direttore della Gazzetta dello Sport, ha scritto di Simona Atzori nel libro intitolato: “E li chiamano disabili”.
Milanese (ma il cognome rivela le origini sarde dei genitori), 41 anni, Simona è nata senza braccia: un handicap grave, che però non le ha impedito di affrontare la vita con entusiasmo e incrollabile forza di volontà.
Sostenuta dalla famiglia e da un talento fuori dal comune, Simona è oggi una poliedrica artista di chiara fama internazionale.

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INCONTRI DEL DOTT. NOÈ A VERONA – MILANO – ROMA – CATANIA – PALERMO…

 

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Una grande serata che il Dott. Noè ha dedicato alla storia di ognuno di noi! Con l’emozione nel cuore 1500 partecipanti sono rimasti attenti ad ascoltare e palpitare all’unisono con il Dott. Noè per 3 ore piene di coinvolgimento!!!

Ogni giorno scriviamo la storia della nostra vita. L’importante è non farsela scrivere dagli altri!

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Il trionfo della parola “Amore” in tutti i suoi aspetti. Una serata magica che il Dott. Noè ha fatto vivere a chi ha voglia ancora di sognare, volare e vivere seguendo le leggi del cuore. Tantissime le persone che sono intervenute a questa meravigliosa serata. Tantissimi i feed-back positivi e gli apprezzamenti a fine serata. Grazie a tutti!!!

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Zafferana Etnea, 21 luglio 2013

Una denuncia! Una rottura di schema! Il coraggio del Dott. Noè per dire “NO” a tutto ciò che ci fa rimanere nell’inerzia del NON agire. “Dare la colpa sempre agli altri, cercare scuse, giudicare senza conoscere, lamentarsi per abitudine… sono tutti atteggiamenti che ci bloccano la crescita ed innescano conflitti relazionali.” 

“Bisogna dire “SI” al cambiamento di mentalità” – ha ribadito Noè –  “cominciando ad investire sui valori alti e sulle competenze tecniche ed emozionali.  Ottimizzare quello che abbiamo per farne qualcosa in più. Noi siamo ricchissimi di bellezze architettoniche, paesaggistiche, la nostra biodiversità ci fa produrre alimenti unici.  L’Italia è il primo paese al mondo per siti Unesco. Vi basta per capire che l’unica povertà che abbiamo è quella mentale?  Solo i valori e le competenze potranno farci uscire da questo loop mentale, ottimizzando le infinite risorse che abbiamo. Partire dalle scuole per insegnare ai ragazzi la bellezza in tutte le sue forme, dalla gentilezza alla maestosità di un’opera d’arte!”

Questo il sunto dell’evento che si è svolto nello splendido scenario dell’Anfiteatro di Zafferana Etnea, con quasi tremila partecipanti. L’obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche importanti legate al comportamento e al ben-essere.

Nell’occasione è stato presentato ufficialmente il cartello “VIETATO LAMENTARSI” che ha suscitato un grande interesse. Bisogna agire per cambiare in meglio la nostra vita, ha ribadito con entusiasmo il dott. Noè.

La gente ha molto gradito l’iniziativa con numerosi applausi durante la convetion e con innumerevoli apprezzamenti.

L’appuntamento al prossimo anno!