RISTAMPA LIBRO “VIETATO LAMENTARSI” CON LA PREFAZIONE DI PAPA FRANCESCO

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RISTAMPA LIBRO “VIETATO LAMENTARSI” CON LA PREFAZIONE DI PAPA FRANCESCO

 Il nuovo numero di Famiglia Cristiana (marzo), ha pubblicato in esclusiva la prefazione di papa Francesco, scritta in occasione della ristampa del best seller ‘Vietato Lamentarsi’. L’opera è del noto psicoterapeuta, Salvo Noè. “È un tempo il nostro”, scrive Francesco, “caratterizzato da incertezza e fragilità, da tante ferite interiori”, scrive il pontefice. Famiglia-Cristiana

Papa: per Fede saremo sempre Figli di Dio, nonostante i peccati e l’incoerenza

“Non bisogna piangersi addosso. Per fede crediamo che siamo e saremo sempre figli di Dio, nonostante peccato e incoerenza”. La soluzione è “apprezzarci perché siamo amati. Farci trarre dall’abisso delle ferite e dei rimpianti dalla mano del Signore. Scegliere la vita, cercare il prossimo, accogliere ogni giorno come un’occasione per donare, lottando per togliere il lamento dalla vita, il veleno dai giudizi, il torbido dai pensieri, le chiacchiere dagli incontri, il risentimento dal cuore”. Il volume sarà disponibile nelle librerie a partire da lunedì 26 marzo.

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IL LIBRO: “VIETATO LAMENTARSI”. UN PROFONDO SAGGIO PER CAMBIARE IN MEGLIO LA PROPRIA VITA E QUELLA DEGLI ALTRI.

Sin da piccolo, ho sentito ripetere la frase: «Lamentati e stai bene». È una frase che mi ha sempre colpito, perché potrebbe significare che se sei ottimista, stai male. Sono cresciuto con questa espressione che si associa anche a connotati fisici, come il viso imbronciato e le spalle curve”.

È lo ‘sport’ preferito della nostra società, quello di sentirsi vittime degli eventi, trascorrendo così, il proprio tempo a lamentarsi, quasi a trovare una consolazione nel pianto continuo per le proprie disgrazie e sventure, piuttosto che cercare una vera soluzione al nostro malessere.

La ripetizione di questa frase ha creato un ‘incantesimo’ che ci ha portati a diventare un popolo di lamentosi e vittime sempre di qualcosa o di qualcuno. Pur riconoscendo le difficoltà della vita, non posso credere che la soluzione si possa trovare nel lamento”, e per questo dovremmo imporci un solo dogma: vietato lamentarci!

Basta piangersi addosso, basta sentirsi vittime di un sistema ostile, basta credere che siamo solo circondati dalla sfortuna e che le avversità ci perseguitano, mentre altri godono della loro vita felice. La vita non è facile, non è semplice, non è comoda, presenta difficoltà, ostacoli, momenti duri e grigi, ma, è in questi momenti che dobbiamo lottare di più, non demordere, non lasciarsi affogare nello sconforto, e tentare, invece, di cambiare lo status quo, di migliorare le proprie esistenze, di migliorarci. Questo deve essere il nostro stimolo quotidiano, così semplice a dirsi, ma così, difficile poi, da mettere in pratica.

Una cosa è certa: dobbiamo attivare nella nostra vita più entusiasmo, più gratitudine e più responsabilità, per ottenere coesione e gioia di vivere”.

E ad aiutarci in questo processo di autodeterminazione, ci viene in soccorso l’ultimo saggio scritto dallo psicologo, psicoterapeuta e mediatore familiare siciliano, Salvo Noè: “Vietato lamentarsi. Agisci per cambiare in meglio la tua vita e quella degli altri”, edito da San Paolo. Un saggio chiaro e diretto che non fa sconti alle nostre coscienze intrise di autocommiserazione, un testo che è un vero elettroshock benefico per le nostre anime bagnate da lacrime e lamenti.

Questo libro vuole essere uno stimolatore positivo di consapevolezza. Utilizzalo come un manuale pratico per rendere il tuo cammino più fluido e soddisfacente”. Perché “l’obiettivo è quello di liberarci dal senso di inadeguatezza che ci porta a lamentarci e, al contempo, quello di trasformare sentimenti di svalutazione in stima e amore di sé. Per fare questo occorre attivare nuove sensazioni e nuove visioni che ci conducano al benessere fisico e psichico, all’armonizzazione degli aspetti pratici ed emotivi dell’esistenza. Solo così si potrà evitare di cadere nel tranello del vittimismo”.

Un testo leggero nella lettura, ma pesante per la profondità del messaggio trasmesso, che attraverso aneddoti, esercizi e strategie di crescita personale e sociale, aiuterà tutti noi a rafforzare la propria autostima e la motivazione per evitare di cadere, così, nella trappola del sentirsi sempre, perennemente, vittime. Un saggio, questo scritto da Salvo Noè, che si articola in un percorso suddiviso in tre step, proprio come in un cammino di crescita interiore, che parte dall’analisi del nostro Io, e da ciò che ci spinge a sentirci vittime della nostra vita, per giungere infine, a prendere coscienza che cambiare prospettiva, ribaltare la percezione della nostra esistenza, si può e si deve fare, per recuperare un proprio stato di benessere psicofisico, anche attraverso azioni pratiche, “con sollecitanti esercizi per potenziare l’autostima e la motivazione”. In effetti, “ci si lamenta per la profonda sensazione di vuoto e per l’incapacità di dare un senso alla propria vita. Spesso il lamento, cui ci si abbandona anche per banalità, è indice del nostro grado di insoddisfazione”.

Ed il pianto diventa il modo sicuro per affrontare la nostra vita, i nostri disagi, le nostre sventure quotidiane, i nostri piccoli e grandi problemi esistenziali. Un meccanismo perverso, utile anche “per attivare negli altri un senso di pena”. Il lamento continuo farà apparire noi come sventurati, alla disperata ricerca di una sorta di ‘salvatore’ in grado di risollevarci dalle nostre condizioni infelici.

Un meccanismo efficace per manipolare gli altri”, questo, ma anche dettato da un “profondo egocentrismo, sostenuto da una mancanza di empatia. È come se dessimo per scontato che si deve avere più degli altri e quando questo non accade, ci lamentiamo. Ci sentiamo perseguitati dalla sfortuna fino a pensare che tutto quello che accade è perché l’universo cospira contro di noi”. Una condizione, questa del lamento continuo, che non danneggia solo noi stessi, ma anche il mondo che ci circonda. Infatti, “come può una società crescere se le persone sono state abituate a trascorrere il tempo a lamentarsi?”.

Per questo “c’è bisogno di una rivoluzione culturale che dia più valore alla vita e che ci permetta di traghettare l’essere umano verso dimensioni più avanzate”.

C’è bisogno di cambiare il nostro modo comportamentale, le nostre abitudini quotidiane, il nostro modo di pensare e di agire, senza avvitarci nella condizione depressiva, che conduce allo sconforto, senza il cercare un colpevole contro cui scagliarci, e senza dare continuamente colpe solo a noi stessi, non cercando mai, una soluzione per cambiare le cose. Recuperare l’amor proprio, riprendere possesso delle nostre esistenze, ritrovare la forza in noi stessi, perché solo noi siamo il cambiamento che vogliamo vedere.

Voglio trasmetterti tutta l’energia e l’entusiasmo che ho dentro iniziando con l’affermare: Smettila di lamentarti e comincia a potenziarti, rispettarti ed amarti”. Un invito sincero che Salvo Noè ci fa, un obbligo morale che tutti noi dobbiamo far nostro per dare finalmente una sterzata alla nostra esistenza.  

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